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Dopo aver effettuato un prelievo di sangue ho scoperto di essere intollerante al latte, alle uova ma soprattutto al grano con un 1%. Ora sono in attesa degli esami per la celiachia. Cosa consigliate di fare nel frattempo? Eliminare il grano per un po' ?

Risponde la nostra consulente Dott.ssa Eleonora Iorio Dietista

"Gentile Monica, leggendo la sua breve storia clinica in cui racconta di aver effettuato “un prelievo di sangue e di essere intollerante al latte e uova ma soprattutto al grano con un 1%”, deduco che l’esame di cui parla è un RAST TEST, ovvero il dosaggio delle immunoglobuline di tipo IgE per allergeni alimentari specifici.

Le informazioni in mio possesso circa la sua storia clinica e il suo percorso diagnostico non sono sufficienti per poter rispondere in maniera esaustiva alla sua domanda; tuttavia, proverò a fare un po’ di chiarezza sull’utilizzo dei termini corretti e sulle possibili soluzioni, sperando di esserle utile.

Il RAST TEST è un test allergologico, pertanto, utilizzare il termine “intolleranza” non è corretto. In generale, l’intolleranza alimentare è una problematica di natura biochimica, derivata dall’assenza o carenza di un determinato enzima (es. nell’intolleranza al lattosio abbiamo un deficit di lattasi, con conseguente incapacità di digestione del lattosio stesso); le allergie e le reazioni di ipersensibilità prevedono sempre, con grado variabile, il coinvolgimento del sistema immunitario.

Detto questo, l’esito di un RAST TEST deve essere sempre valutato, come certamente le avrà detto lo specialista allergologo, nel contesto clinico del paziente e in associazione ad un PRIST TEST, ovvero il dosaggio delle IgE totali.

Dalla sua descrizione dell’esito dell’esame, deduco che la positività sia minore per latte e uova e maggiore per il grano. Una lieve positività al test si traduce in una sensibilizzazione ad un determinato antigene, ovvero ad una risposta immunitaria lieve. Nel caso del latte, quindi, si parlerà, più probabilmente, di ipersensibilità alle proteine del latte oppure ad allergia alle proteine del latte (a seconda della gravità): ricordo, che le proteine del latte sono presenti anche in latte e derivati del latte “privi di lattosio”.

Per quanto riguarda più nello specifico la sua domanda, in assenza di sintomi, l’eliminazione dalla dieta di latte, uova e altri alimenti non trova indicazione. Il percorso terapeutico cambia in presenza di sintomi e/o di indicazioni differenti da parte del medico specialista a causa di valori dei test allergologici che propendano per reazioni fortemente positive ad un antigene alimentare.

Inoltre, l’eliminazione del grano dipende dalla gravità dell’allergia: infatti, a seconda del grado di sensibilità, sarà necessario escludere il grano in tutte le sue forme (farina, amido, fiocchi, germe di grano, olio si semi, semolino e orzo); ma spesso il grano lo ritroviamo tra gli ingredienti di salumi, spezie, prodotti pronti impanati, piatti pronti, salse, zuppe, pasta, gnocchi o dolciumi come caramelle o gomme da masticare. Persino i farmaci possono contenere occasionalmente componenti del grano. Alcuni esperti suggeriscono di evitare anche altre varietà di grano come farro, farro verde essiccato, grano monococco, grano dicocco, kamut.

Fino a che punto sia necessario attenersi a un’alimentazione senza grano dipende dall’allergene e dal meccanismo di reazione e, come avrà sicuramente notato, la tematica è estremamente complessa e la gestione in autonomia della terapia dietetica non risulta essere la scelta più appropriata.

Le diete di esclusione gestite in autonomia dal paziente sono pericolose per la salute, a causa dell’eliminazione spesso superflua, ingiustificata e scorretta di molti alimenti, una pratica questa che può comportare errori e ritardi diagnostici e gravi carenze nutrizionali.

Il mio consiglio è, pertanto, quello di rivolgersi ad un medico allergologo che possa indirizzarla verso la diagnosi corretta e l’iter terapeutico più idoneo al suo caso, e ad un dietista o nutrizionista che sia in grado di guidarla verso scelte alimentari consapevoli attraverso un piano dietetico terapeutico per il caso specifico, e con cui pianificare una dieta di esclusione degli allergeni alimentari che sia di aiuto al medico per la diagnosi. 

Spero di aver chiarito almeno in parte i suoi dubbi e di esserle stata utile. Non esiti a contattarci nuovamente per ulteriori richieste."

Dott.ssa Dietista Eleonora Iorio
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eleonora iorio

 

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      *I consigli dati non sostituiscono in alcun modo il parere di un medico.



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